Formaggi, che passione!
“Ho 50 anni e da 60 curo le pecore e i formaggi” si presenta così Gregorio Rotolo da Scanno, uno degli ultimi cultori del formaggio, nella cui azienda agricola di 1500 ettari in località Le Prata a Scanno produce circa 15 varietà di formaggio, dal “caciocavallo barricato” alla “ricotta scorza nera”, passando per il “pecorino brigantaccio” e al “pecorino biologico da pasto dei Parchi d’Abruzzo”, per arrivare al “gregoriano-pecorino” tenero. Così lo presenta Gregorio: “Una felice combinazione tra il latte crudo delle nostre pecore e la tecnica di produzione detta “coagulazione lattica”, utilizzata più a Nord. Una lavorazione che richiede più tempo e pazienza, premiata da un grande risultato: il Gregoriano è un pecorino morbido, aromatico, dalle tipiche forme schiacciate e arrotondate sul bordo, a crosta bianca o verdastra, che acquista morbidezza con la stagionatura, fino a diventare quasi stracchinato.”. E al palato l’accostamento con lo stracchino c’è tutto, anzi si avvicina un po’ al camembert francese.
Con una produzione annua di 200 quintali di formaggi, una ridotta quantità della quale (circa 10 quintali) viene esportata a New York, l’Azienda Agricola di Gregorio Rotolo è lo specchio dell’uomo che la dirige, che sa pure di marketing, anche se la parola inglese lo terrorizza.
Lo incontri nello stand di Ecotur (Borsa Internazionale Turismo Natura) a Chieti con il cappello alla Tamerlano, una maglietta rossa che è un inno e un programma di vita (Pecora Nera), i formaggi allineati come libri sui banchi per essere gustati. Gregorio è stato chiamato in Afghanistan per insegnare come si fa il formaggio e, soprattutto, come valorizzarne i profumi. Da Scanno a Kabul, per Gregorio sembrava di essere a casa vista la familiarità instaurata. La lingua? Quella usata dai contadini. Che secondo Ignazio Silone in “Fontamara” sono uguali in tutto il mondo anche se si chiamano fellahin, coolies, peones, mugik, cafoni.
A vederlo non penseresti che Gregorio possa essere presente alle conferenze sui Parchi, alla presentazione e promozione di iniziative turistiche. E’ fatto così. Un contandino-imprenditore al tempo della crisi con le tre A nel cuore: ambiente, animali, amore.
Articolo redatto da Enzo Di Giacomo - tratto da www.baccoetabacco.org

