Le donne di Scanno

costume di scannoNella recente escursione in quel di Scanno, rispetto agli anni ormai passati, un’assenza balzava agli occhi, mentre si passeggiava per le strade del borgo: le donne in costume. Ne ho colto una che percorreva a passo lento e con una conca in mano una tipica discesa a gradinata, quindi la quintessenza, il prototipo della scannesità femminile e subito mi preparai per la giusta inquadratura. Poi da una semicurva sporsero le fotocamere e le figure di chi stava lavorando con la donna per un servizio fotografico. Insomma un artefatto!
Altre due donne in costume festivo uscivano dalla messa, ma i loro visi erano così tristemente brutti da svilire l’abito e inibire il dito poggiato sull’otturatore.
Un tempo, non molto remoto, le donne di Scanno, specie dopo i 55 anni, non rinunciavano mai al loro costume tradizionale giornaliero, tutto nero, lo stretto corpetto in contrasto con gonne ampie, il capo coperto. Abito che portavano con grazia ed eleganza oppure era la foggia complessiva del costume ad attribuire loro queste qualità.
A differenza del mondo animale, dove per solito è la livrea del maschio ad essere per dimensioni aspetto e colori la più accattivante -e probabilmente anche responsabile della presunzione di essere genere dominante- a Scanno i maschi non corrono questo rischio. Hanno ormai da tempo dismesso il loro modesto costume, mentre numerosi servizi fotografici, peraltro non molto datati, mostrano donne in costume giornaliero o di festa negli atteggiamenti più diversi, dimostrandosi, anche in età avanzata, capaci di autoironia, disponibili allo scherzo, insomma di mentalità aperta.

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Formaggi, che passione!

“Ho 50 anni e da 60 curo le pecore e i formaggi” si presenta così Gregorio Rotolo da Scanno, uno degli ultimi cultori del formaggio, nella cui azienda agricola di 1500 ettari in località Le Prata a Scanno produce circa 15 varietà di formaggio, dal “caciocavallo barricato” alla “ricotta scorza nera”, passando per il “pecorino brigantaccio” e al “pecorino biologico da pasto dei Parchi d’Abruzzo”, per arrivare al “gregoriano-pecorino” tenero.
Così lo presenta Gregorio: “Una felice combinazione tra il latte crudo delle nostre pecore e la tecnica di produzione detta “coagulazione lattica”, utilizzata più a Nord. Una lavorazione che richiede più tempo e pazienza, premiata da un grande risultato: il Gregoriano è un pecorino morbido, aromatico, dalle tipiche forme schiacciate e arrotondate sul bordo, a crosta bianca o verdastra, che acquista morbidezza con la stagionatura, fino a diventare quasi stracchinato.”. E al palato l’accostamento con lo stracchino c’è tutto, anzi si avvicina un po’ al camembert francese.
Con una produzione annua di 200 quintali di formaggi, una ridotta quantità della quale (circa 10 quintali) viene esportata a New York, l’Azienda Agricola di Gregorio Rotolo è lo specchio dell’uomo che la dirige, che sa pure di marketing, anche se la parola inglese lo terrorizza.
Lo incontri nello stand di Ecotur (Borsa Internazionale Turismo Natura) a Chieti con il cappello alla Tamerlano, una maglietta rossa che è un inno e un programma di vita (Pecora Nera), i formaggi allineati come libri sui banchi per essere gustati. Gregorio è stato chiamato in Afghanistan per insegnare come si fa il formaggio e, soprattutto, come valorizzarne i profumi. Da Scanno a Kabul, per Gregorio sembrava di essere a casa vista la familiarità instaurata. La lingua? Quella usata dai contadini. Che secondo Ignazio Silone in “Fontamara” sono uguali in tutto il mondo anche se si chiamano fellahin, coolies, peones, mugik, cafoni.
A vederlo non penseresti che Gregorio possa essere presente alle conferenze sui Parchi, alla presentazione e promozione di iniziative turistiche. E’ fatto così. Un contandino-imprenditore al tempo della crisi con le tre A nel cuore: ambiente, animali, amore.
 
Articolo redatto da Enzo Di Giacomo - tratto da  www.baccoetabacco.org
 

La nostra Azienda su Mela Verde

Estratto della puntata di Mela Verde "La terra degli Armentari" andata in onda lo scorso 30 dicembre.

Rete4 ha immortalato Gregorio Rotolo al pascolo con le sue greggi, realizzando anche uno splendido servizio sul'arte casearia dell'Azienda Agricola della Famiglia Rotolo.

Oltre alle meravigliose immagini tratte dalla quotidianetà della vita pastorale, nella trsmissione, sono andate in onda delle immagini sull'artigianato Orafo realizzato dalla Famiglia Di Rienzo. Un breve escursus anche sull'arte pasticciera della Ditta Pan dell'Orso con Angelo Di Masso impegnato nella finitura dei Mostacciuoli.



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